ieri ho accompagnato il ragazzino al suo primo campo dei lupetti.
un tempo la giornata dei genitori era l'ultima, quando si andavano a raccattare le proprie creature sporche e contente.
quest'anno i capi hanno deciso di fare il cotnrario: giornata dei genitori il primo giorno, poi li molli puliti e scontenti, almeno quelli della leva dei "cuccioli" (alla loro prima esperienza). il mio è l'unico cucciolo privo di remore o dubbi di rimanere lì senza mamma e papà per 7 giorni.
La giornata dei genitori l'abbiamo aspettata da tempo con entusiasmo. però all'ultimo momento io e il mio tre/quarti abbiamo dovuto prendere la decisione di dividerci: io al campo, lui con aldo per l'ennesimo day hospital, nonostante fosse domenica.
partiamo con la mia macchinina, lupetto, zaino che pesa più di akela, zainetto con i panini, buon umore (...) e via.
in macchina cantiamo, parliamo di come sarà il suo campo e di come sono stati i miei.
arriviamo alla base dopo poco più di un'ora di macchinina + 15 minuti buoni di downhill a piedi con il suo zaino sulle spalle. lascio un polmone appeso ad una ragnatela e menomale che ho smesso di fumare tre anni fa.
il campo agesci è bellissimo, saranno circa un centinaio tra bambini e ragazzi che pascolano nel pratone che si estende tra le due casette per i più piccoli e le tende per i più grandi.
La giornata è perfetta, il posto è perfetto e la gioia di mio figlio è perfetta.
quando tutti siamo arrivati, assistiamo al grande cerchio di tutti i gruppi scout, al grande urlo di ogni branco e squadriglia e all'alzabandiera. cagate, avrei pensato in condizioni normali. ma ieri non l'ho pensato. era perfetto.
poi solita suddivisione in squadre per il gioco idiota. Più il gioco è idiota e più noi genitori ci divertiamo.
peccato che non ci sia tre/quarti, lui ha il terrore dei giochi idioti dei lupetti ma quando ci si trova in mezzo gli monta la competiscion e arriva a barare usando l'i-phone per vincere.
A metà del gioco idiota ricevo una telefonata. E' tre/quarti.
La telefonata è breve, il tempo di poche parole.
...
chiudo il mio adorato motorola nero. Il lupetto mi guarda, io gli sorrido "stai tranquillo, aldo è dalla veterinaria, piano piano si riprende, ha iniziato anche a mangiare da solo!".
il lupetto ora si sente in diritto di iniziare il suo campo sereno. così deve essere.
il gioco idiota continua, io riesco anche a risolvere due indovinelli, e senza l'aiuto del motorola nero. i componenti della mia squadra mi lodano!
prendo il sole nelle guancette, mangio con il lupetto e un'altra famiglia sotto l'ombra di un albero. Io e lui abbiamo due panetti sfigati con la mortadella.
la famiglia con cui mangiamo è messa peggio di noi: pancarrè e mezzo vasetto di nutella (al quale dò una golata anche io). vedo gente con le borse frigo e gli spaghetti. vorrei tanto una birra ma mi devo accontentare dell'acqua.
pisolino sotto l'albero per me e la mamma di alessio. bambini e ragazzi in giro, chi gioca a pallone, chi suona la chitarra, forse chi si fa una canna.
una giornata perfetta. il motorola nero squilla ancora un paio di volte, è sempre il mio tre/quarti.
assisto anche alla messa all'aperto. subito non ne ho voglia ma la predica del siculo don michele è così bella e la giornata è così perfetta che sento il cuore colmo. addirittura canto i canti che consoco, tanto sono gli stessi di 25 anni fa.
ovviamente non faccio la comunione, non la faccio da 7 anni, non me la sento proprio. forse un giorno riprenderò a farla con don michele, forse, ma non so ancora.
don michele dice "allontanate le diversità che esistono tra voi e scambiatevi un fraterno gesto di pace". mi giro verso la vicina e le faccio un sorriso a 30 denti + due capsule. lei ha la faccia secca e non sorride e mentre mi stringe mollemente la mano fa scivolare lentamente i suoi occhi severi sulla mia semi-scollatura (semi, giuro!). brava - penso - hai colto al volo le parole di don michele.
la giornata perfetta finisce poco dopo la fine della messa, è l'ora di salutare i nostri bambini. il mio mi abbraccia, mi bacia e mi invade con la sua gioia che è perfetta.
è così che deve essere.
rimonto per il sentiero, fortunatamente questa volta senza lo zaino, ma essendo in salita lascio anche l'altro polmone.
arrivata al parcheggio saluto i genitori di alessio e salgo in macchinina.
e lì, in solitudine, posso finalmente piangere fino a disidratarmi.
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stamattina lo abbiamo portato all'ombra di un albero del bosco davanti a casa nostra.
L'albero si vede dal nostro terrazzino.
E' il posto perfetto.
mamma mia che magone....un abbraccio...chi non ha animali non capisce quanto si sta male..
RispondiEliminaun abbraccio... : (
RispondiEliminabacio
RispondiEliminaTi sono vicino.Accidenti e pensare che avevo appena finito di scrivere che oggi era una bella giornata...un abbraccio.
RispondiEliminaCiao.Ricordo benissimo e con un pò di nostalgia i tempi degli accompagnamenti dei lupetti, quei bei cerchi, quei bei canti , stonati e no...ed anche le prediche all'aperto a volte belle stimolanti......ed il prete siculo ,...evidentemente è una buona razza la sicula per i preti...ciao e piacere mio.filemazio
RispondiElimina@tutti (e anche @tutti del post precedente), grazie di cuore
RispondiEliminase è vara io lì ci ho vinto tanti di quei grandi giochi... ciao da un vecchio lupo
RispondiEliminae sì che è vara!!!io da bambina non ho mai fatto un campo a vara, forse l'agesci all'epoca nemmeno aveva un campo tutto suo. ricordo solo posti dove mancava l'acqua... :)
RispondiEliminasì, si appoggivava a vara pure a quei tempi (in affitto però). era più affascinante però,secondo me ora è un pò "effettato"...intendo dire, sembra quasi un 4 stelle a noi che ci dormivamo per terra senza lettini e sui materassini, colle finestre incelofanate, senza corrente, e l'acqua ce la facevano arrivare i vecchi lupi colla canna...;-)era bellissimo!vedrai che anche il tuo piccolo lupetto, da grande, se lo ricorderà col nostro stesso entusiasmo.yao!
RispondiEliminaChe bella e dolce la tua vita...
RispondiEliminaGrazie che la dividi un po' con noi.
@intranquilla, :)
RispondiEliminaanche io son stata scout e ho fatto anche il campo di val di vara ma i ricordi si perdono, ai miei tempi lì ero coccinella, troppo piccola per ricordare bene:)Ne ricordo uno a montemaggio e un altro al castello della scoffera:)e un abbraccio grande
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