giovedì 20 maggio 2010

Non dico avere pena, compassione pietà, cordoglio, commiserazione, misericordia con compatimento, con condoglianza, con rincrescimento: non dico aver tormento, corruccio, tristezza, angoscia, lutto, pianto, cruccio: ma goduria e tripudio, in buona fede, perché solo chi muore si rivede.

Edoardo Sanguineti (Genova, 9/12/1930 - Genova, 18/05/2010)

mercoledì 19 maggio 2010


Una volta sono passata davanti a futura.
cioè, davanti a dove c'era futura. futura era un negozio di cagate tipo peluches, gadgets e minchiate varie che esisteva non so quanti anni fa. ora è solo una saracinesca abbassata da tanto tempo.
Proust ce lo insegna che basta poco, tipo sniffare l'odore di una brioche o passare davanti ad una saracinesca per scatenare improvvisamente un ricordo.
il mio ricordo legato alla saracinesca è la ludovica.
negli anni ottanta si "potevano mangiare le fragole" e si poteva andare in centro a tredicianni con l'amica ludovica.
erano sempre dei sabati e l'iter era lo stesso:  incontro davanti a bernazzoli (accessori per la casa) - bacino unto per via dell'appiccicalabbra alla ciliegia - autobus 46 che porta in centro - discesa alla stazione brignole e su a piedi per via venti settembre - arrivo nella piazza del palazzo ducale - patate fritte e cocacola al burghy (all'epoca non c'era mac donald) - negozio di caramelle per comprare le london menta e le liquirizie - passeggiata fino a piazza piccapietra affianco all'acquasola - gara di sputi (neri dovuti alle liquirizie) nelle scale della piazza - chiusura del sabato con giretto da "futura", senza mai comprare un cazzo - rientro.
futura... ci sono passata dopo più di 20 anni (enno bella, son quasi trenta)...
mi sembrava di sentire il profumo della ludovica, il mio primo vero "amore". era la mia migliore amica e a quell'età la migliore amica era quasi un amore. ero gelosa di lei. la volevo tutta per me.
mi faceva divertire da morire, era intelligente, simpatica e rideva alle mie battute idiote... mi chiamava ciccina.
era bruttina in viso, parecchio, ma aveva un corpo bellissimo. e per me era bellissima.
se lei da futura prendeva in mano un peluche lo prendevo in mano anche io.
se lei mangiava le london menta io me ne compravo mezzo chilo anche se preferivo i tacchetti.
se lei parlava un inglese perfetto io rispondevo con una canzone di madonna "laicchevvergin tec for de veri fosttaim!"
e poi lei aveva già le tette, e io no. quelle tette sono state per tanto tempo il mio incubo, avevo per loro un
sentimento di passione e invidia allo stesso tempo. erano tonde, due coppette perfette appena accennate e attraversate da vene verde acqua che spiccavano nella pelle bianca. io tabula rasa, un petto segnato solo dalle costole.
cara ludovica, maledetta ludovica... tu e le tue tette.
pensavo che a me non sarebbero mai venute. in effetti ho dovuto aspettare altri due anni prima di avere le tette tonde... e nel frattempo futura aveva già tirato giù la saracinesca per sempre.

lunedì 17 maggio 2010


Dopo una chiacchierata con due amiche che mi hanno tristemente battuta a parole (ho saputo sfoggiare solo una diarrea di "diciamo che" "cioè" "ovvio" "non so come dire" ...E DILLO, PORCA TE!) ho deciso di vivere la mia fede cristiana con maggiore serenità e leggerezza di prima, che già prima non è che fosse così rigorosa.


Stamattina per esempio, al passaggio di un carrofunebre con bara inserita, è scattato automatico il mio segno della croce.  Non avevo ancora finito di dire "e dello spirito santo" che mi sono soffermata a pensare al vero motivo per cui lo faccio: non è per dare l'estremo saluto al passeggero che viene accompagnato nel suo viaggio verso aldilà, ma un modo per scongiurare che il prossimo carro funebre non porti me.
Una vigorosa toccata di coglioni (che peraltro non ho) avrebbe la stessa valenza.
Quindi d'ora in poi basta col fingere un saluto che in realtà non è.


Se continuo così va a finire che muoio atea e fascista, ohibò.

Oggi è lunedì ma non sono io che ho sempre un umore di merda il lunedì, è il lunedì ad essere stronzo.

sabato 15 maggio 2010

Diciamo che questo tempo ha scassato la minchia, diciamo.

venerdì 14 maggio 2010


mi sveglio indolente, fuori bolla, con il metabolismo turbato da improbabili illusioni e mi sento quasi bellissima.


ma da qualche parte arriva puntuale un calcio nel culo e sono improvvisamente inutile, ridicola e quasi stupida.


quasi triste, come quel maledetto respiro di tromba trovato per caso su youtube.


lascio lo stesso che mi accarezzi, quasi una coccola.


 

martedì 4 maggio 2010

venerdì 30 aprile 2010


oggi:


mal di testa


fastidio


insofferenza


pancia gonfia


debolezza


presentimenti


capelli in disordine


ossessione


presunta persecuzione


sonno


senso di oppressione


unghia rotta.


 


comunque, potrebbe andare peggio.




giovedì 29 aprile 2010

Fare una signora spesa alla coop, farsi mandare a cagare dal proprio bancomat, non avere il contante per pagare e lasciare umilmente i tre sacchetti della spesa alla cassa, non ha prezzo!

(e se l'avesse avuto, non avrei potuto pagarlo).

è incredibile come da ogni grande dolore possa nascere la fertilità.


ora posso tornare crederci.

mercoledì 14 aprile 2010

Domanda a bruciapelo in macchina mentre lo porti a lezione di karate:

- Mamma, ma il semino del papà esce mica dal pisello? e come lo IMBUCA nella mamma? glielo fa mangiare o è tipo una supposta?

Pronta risposta della preparatissima  mamma:

- Eeeh? ahhhhssììì, maaaaaa.. no.. va beh.. sai, è una roba scientifica un po' complicata, poi te la spiego con calma, eh?"

Ribatte il pargolo:

- Sì, ho capito. Come al solito devi prima guardare su internet.